Piazza Gandhi

All’ingresso sud di Crotone c’è una rotatoria che organizza il traffico veicolare secondo tre direttrici, presentando a chi si trova ad entrare in città, le tipiche scene di  una periferia urbana attraversata da una grande arteria stradale con le caratteristiche di strada extraurbana che “vola” su un pezzo di città senza identità e nome.

Anni prima, nel momento in cui si doveva dare un nome a questo luogo fu invitata la figlia dell’illustre Pensatore M.K.Gandhi, con la promessa di realizzare un monumento che ricordasse il grande personaggio indiano.

La volontà di interpretare il messaggio di Gandhi e la coincidenza, all’opposto, delle troppe notizie di guerra che hanno caratterizzato tante giornate del 2004, hanno portato a sviluppare l’idea progettuale su due cardini fondamentali:

La pace come idea di accoglimento dell’altro, di abbraccio e la ricerca, nelle differenze, di quella “armonia” teorizzata da un altro personaggio illustre che in questa antica città aveva lasciato un altro insegnamento: Pitagora.

L’abbraccio di pace si cristallizza nelle sculture/architettura di un muro a forma di nautilus che si spinge verso l’alto quando il gesto sta per compiersi, un muro che all’esterno è corazza di pietra bianca e difesa, mentre all’interno è “elemento vivo” di legno che incornicia momenti di relax e pace: l’essere abbracciati amorevolmente. Inoltre bisognava provare l’armonia possibile tra diverse forme e colori, differenze simbolo di ogni uomo sulla terra che, solo nella consapevolezza che diversità è ricchezza, può raggiungere un’idea di convivenza pacifica tra tutti gli uomini. In un’epoca dove la globalizzazione sembra imporre per tutti un solo “colore” ed una sola “forma” è importante fare contrappeso con l’esaltazione delle differenze non per imporle, ma per comporle.

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